Donald Kuspit

Ancora e ancora, con grandiosa ossessione, Ugo Riva rappresenta la donna, attribuendole nel corpo e nello spirito una presenza scultorea convincente. donna dopo donna, ciascuna ,adorabile, tenera, solenne, a volte una madonna, a volte una venere, indica sempre con una certa perfezione interiore un’innocente esistenza.le donne di riva, svestite o vestite che siano, classicamente drappeggiate o perfetti nudi classici, non sono certamente la biblica eva, la donna caduta in tentazione.a volte le donne di riva sono assise su di un trono, a volte sono casualmente sedute. quando la donna è oggetto di adorazione, come su una pala d’altare, rappresenta l’amore sacro, quando è musa seducente avvolta da un disordine casuale, rappresenta l’amor profano.

Riva idealizza chiaramente la donna, ma non ne è intimidito.lo psicanalista wolfgang lederer ha scritto un famoso libro che narra la “paura della donna” attraverso i secoli, ma riva non teme la donna, l’ammira e la rispetta.essa può rappresentare la virtù o il vizio, così come li ha rappresentati nella società patriarcale antica, ma riva non ha un atteggiamento paternalistico nei suoi confronti: la donna rimane un essere autonomo, qualunque sia l’uso simbolico che ne può essere fatto, ad esempio quando le si attribuiscono le ali della vittoria.le donne di riva hanno piena coscienza di sé.

Esse non esistono per ciò che le femministe chiamano “lo sguardo maschile”, ma per loro stesse, comunque, gli uomini privilegiati possono lanciare lo sguardo su di loro. ma ciò che è particolarmente significativo nelle sculture di riva non è la loro sana predisposizione verso le donne – che non è poi così sorprendente – ma il loro stile classico. più che alle donne, riva rende un omaggio al classicismo, il solo stile in cui ideale e reale sono accostati senza confondersi. questa è una definizione della bellezza, e l’arte di riva – non solo le sue donne – è bellezza, più precisamente, un nuovo modo di intendere la tradizionale idea di bellezza. ma riva fa qualcosa in più nella sua rappresentazione della donna contemporanea: la bellezza classica si fonde con il fascino moderno.

In generale, indaga ogni tipo di bellezza, combinandola e ricombinandola in infinite variazioni, a volte con un risultato manieristico, altre con un’intuizione romantica, ma sempre con magnifica precisione.

Riva può essere ossessionato dalla bellezza femminile, ma al contempo conosce la storia delle sue rappresentazioni artistiche. egli spazia liberamente dall’antichità alla modernità, usando simboli classici, cristiani e astratti – talvolta incompatibili tra loro – fino ad elaborare artisticamente la sua figura femminile.a volte la donna è posta in piedi davanti a ciò che appare come una scultura costruttivista (virtualmente un unico spazio aperto), a volte siede su qualcosa che sembra essere un blocco di marmo velato da drappi.

Può essere distesa su un divano arcaico (etrusco?) o montare un veicolo che potrebbe essere, allo stesso tempo, un cocchio o una lettiga. in altre opere siede in una nicchia, la cui porta aperta come una tradizionale pala d’altare ne rivela il sacro mistero interiore. le sculture raffiguranti donne che cavalcano solitarie sono particolarmente sorprendenti, non solo perché combinano ingegnosamente idee costruttive moderniste, come la fusione di oggetti, e figurazione tradizionale, ma perché lasciano intendere che la donna può muoversi con le sue sole forze, confermando la propria indipendenza.

A volte le donne di Riva sono vestite con abiti antichi o con elaborate toghe rinascimentali, raramente in affascinanti abiti moderni.a volte le sue sculture sono ricche di colori, altre volte sono grigie e sobrie, riflettendo nelle tonalità cangianti i differenti umori della figura. indipendentemente dal loro umore, la situazione e la posa, le donne di riva vivono in uno spazio autonomo.

Dovrebbe essere messo in evidenza che la verosimiglianza di riva – particolarmente quando interviene a rendere la complessità del drappeggio dei tessuti e degli abiti – fa davvero in modo che ogni superficie materica, sia essa legno, pelle, metallo o pietra, prenda virtualmente respiro nella sua esecuzione virtuosa.forse non è mai così evidente come nella scultura in cui la carne e l’abito sono dinamicamente accostati, creando un certo contrasto ed eccitamento.

Ciò avviene specialmente nelle sculture con abiti da sposa, ed in particolare in un’opera in cui vengono accostati una donna seduta ed un abito nuziale montato su un manichino eretto. meditando in un ambiente minimalista, lei sembra contemplare la possibilità di essere un’altra, forse con un po’ di malinconia: il matrimonio rappresenta una perdita d’autonomia. questo sottile presagio indica che riva comprende la realtà sociale della donna, e comunque sia egli la rende mito.

È un incredibile atto di empatia – così come lo sono tutte le sue sculture – che indica come egli comprenda l’interiorità delle donne.

Dovrebbe essere evidenziato che, comunque siano in debito con la tradizione, le sculture di riva sono postmoderne. non sono semplici copie, ma riproduzioni creative con un intento contemporaneo. qualunque sia il significato del postmoderno, esso indica che la rivoluzione dell’avanguardia è superata. una buona parte dell’arte contemporanea sta vivendo del capitale accumulato dalla passata avanguardia, ma molti artisti stanno oggi tornando ad ispirarsi alla pre-avanguardia. questo nuovo tradizionalismo implica la convinzione che l’arte tradizionale sia una viva risorsa di creatività in un momento di avvizzimento dell’arte d’avanguardia.

Ci sono molti artisti postmoderni che propongono una parodia della tradizione – l’implacabilità del loro atteggiamento suggerisce che ne siano dipendenti, malgrado la disprezzino – ma molti altri ne hanno una concezione positiva.

Per loro non si tratta di un clichè ormai esaurito ma di un’opportunità ancora attuale: è lì che si può imparare ciò che l’avanguardia ha dimenticato, la bellezza. (ci si può ricordare di cosa disse il pittore astrattista barnett newman: “l’impulso dell’arte moderna è stato il desiderio di distruggere la bellezza).

Per Riva, la tradizione include il rinascimento italiano in tutti i suoi aspetti – molte delle sue figure si rifanno non solo a quelle di piero della francesca, come egli stesso ha dichiarato, ma alle sottili e allungate figure dei manieristi (non è di poco conto che il suo blu derivi dal virginale cielo blu delle ceramiche di luca della robbia) – non solo perché è italiano, ma perché il rinascimento fu un periodo in cui l’arte raggiunse un culmine di perfezione che è rimasto insuperato.

L’avanguardia artistica può essere innovativa – sebbene ciò sia discutibile – ma è meno perfetta, così come suggeriscono la feticizzazione dell’improvvisazione, con la sua casuale spontaneità e incompletezza.

Derivando dalla perfezione dell’arte antica, l’arte rinascimentale ne ha realizzato una più complessa, ricercando la perfezione e implicando la trasformazione del comune mortale in emblema immortale, come fosse deificato dall’arte.

Le figure acquistano una certa intensità romantica – una densità di risolutezza e vita – proprio mentre rimangono classicamente perfette, quantomeno subliminalmente.

Come le figure rinascimentali, quelle di riva mediano la perfezione attraverso forme familiari, conferendo loro un’importanza mitica. veramente, le figure di riva suggeriscono la mitica perfezione che la donna ha attraverso l’evidenza del fatto che tutti proveniamo da lei. e’ un essere più completo dell’uomo, come risulta chiaramente dalle ripetute celebrazioni che riva ne fa. perfino quando la donna sta accanto all’uomo o in lieve disaccordo con lui, è drammaticamente se stessa piuttosto che servile.

Storicamente, le sculture classiciste di Riva – il suo romanticistico classicismo – ripudiano tutto il futurismo, che rappresenta il contributo italiano al modernismo. nella fondazione e manifesto del futurismo del 1908, marinetti dichiara: “noi libereremo l’italia dai suoi innumerevoli musei, che la ricoprono come innumerevoli cimiteri”. per lui l’arte antica era un’urna funeraria. egli preferiva violenti sprazzi d’azione, affermando, come è noto, che un’automobile da corsa è più bella della vittoria di samotracia. come dimostra la vittoria alata di riva questo non è vero – l’automobile da corsa è meno bella, in quanto le manca la pacifica nobiltà coessenziale alla bellezza. questa intrinseca nobiltà si concretizza nelle figure classicizzate di riva, così come in tutta la scultura classica. un secolo dopo la trasvalutazione, operata da marinetti, dei valori dell’arte tradizionale, essi tornano in riva, suggerendo che il fascino della dinamica moderna, evidente nel futurismo, è solamente sopravvissuto al suo tempo.

La bellezza classica non ha spazio, forse perché abbisognerebbe di un’oasi di bellezza e stabilità – come in un museo – nel mondo instabile e sgradevole. inoltre, gli esseri umani, sia pure allegorizzati come nelle opere di riva, restano più straordinari degli oggetti inanimati, anche delle meraviglie tecnologiche.

Riva ha compreso il paradosso romantico dello stile classico: reso con squisita cura, il fatto materiale viene impregnato del sentimento immateriale.

Sin dal rinascimento italiano, la suprema aspirazione dell’arte è stata quella di creare una cosiddetta “somiglianza parlante”, ossia un ritratto che trasmetta la vita interiore della figura attraverso la sua apparenza esteriore. l’ideale ha natura emozionale, tanto quanto la verosimiglianza fisica. in nessuna arte l’integrazione dell’esteriorità con l’interiorità è più compiuta e raffinata di quanto lo sia nell’arte rinascimentale italiana. questo carattere è immediatamente riconoscibile nelle figure rinascimentali e in quelle neorinascimentali di riva. in entrambi i casi intuiamo la loro essenza interiore attraverso l’apparenza esteriore, la realtà interiore arricchisce dunque la realtà esteriore accrescendo la sua vita già sfolgorante. le figure femminili di riva sentono ancora intensamente la compostezza classica che non hanno mai perso e che è il segreto della loro grazia.

Donald Kuspit

Donald Kuspit