Difesa dell’immagine, 1995

A questo proposito, un giovane scultore quale Ugo Riva ha dettato,  nel 91, una dichiarazione che per più aspetti può dare il senso di questa nuova riscossa dell’arte di immagine. Dice: “ Sono ormai trascorsi quasi vent’anni dalle prime manipolazioni, i primi buchi nella creta, e in questo periodo, modellando le forme più disparate e condraddittorie, ho cercato sempre con tenacia e convinzione, in ognuna di loro, la soluzione alla mia “idea” di scultura: trovare la “forma” che racchiude in sé la materializzazione del mio io in un linguaggio più  universale possibile. Un’impresa infinita: Ho ripreso lo studio di diversi linguaggi, seguendo l’istinto ho rivisitato amori sopiti, dimenticati, sconosciuti. Così prima Martini poi Bistolfi, Canova o ancora giù a ritroso nel tempo, controcorrente, senza vergogna, affondando le mani in quell’immenso tesoro che è la nostra storia… la mia storia. Sbattendomi tre Bernini e una metopa del Partenone senz’ordine ne fine se non quello di capire… carpire… reinventare. Ed è così che né maturata quest’ultima scelta. Oggi mi trovo in un mondo senza fuochi fatui tra generosi maestri, da troppi dimenticati, che comunque regnano incontrastati a dispetto delle mode, delle aste e ancor più dall’usura del tempo! Io ho deciso: sto con loro: A voi lascio, se vi piacciono, gli americani”

Da “Difesa dell’ Immagine” di Mario de Micheli . ed. a cura Eugenio Riccitelli 1995